Sagra gastronomica e culturale che promuove i prodotti dei monti
lepini tra i quali primeggia il carciofo setino. Nel centro storico di
sezze esposizione, vendita e degustazione con tante iniziative
artistiche e folcloristiche.
Programma:
inizio manifestazione sabato 05 aprile dalle ore 16.00, numerose
iniziative nel centro storico con stand gastronomici.
domenica 06 dalla mattina alla sera, tradizioni mostre degustazioni, musica
e folclore lungo le vie del centro storico con i gruppi: Elia il
banditore, i canusia, banda "la sciloccata", gruppo rinascimentaleTres
lousores, i giovanotti, orchestra ciociara, i monelli, folklore
norbanus, sbandieratori di carpineto, banda musicale alpini castel s.
angelo, majorette butterfly, ass.magic star, ass. green angel.
per maggiori informazioni sulla manifestazione e su sezze : www.setino.it
39 anni
che a Sezze nel mese di aprile si tiene la sagra del carciofo,
manifestazione in cui è coinvolto tutto il
paese, dai produttori alle associazioni di volontariato, dalle
istituzioni ai commercianti. Associazioni culturali, commercianti, volontari e
i gruppi folcloristici,
provenienti
da ogni parte del mondo, animano le piazze e le vie della città lepina.
Festa Continua Circolo ARCI con il contributo del Quartiere 5 SUD-OVEST
Organizza
Corso di Danza Popolare "U BALLITTU"
Tarantella Siciliana dell'area messinese
Sabato 12 e Domenica 13 Aprile
presso la ex Fornace Carotta Via Siracusa - Padova
Condotto da MARGHERITA BADALA'
con la zampogna a paro di Pietro Cernuto ed il tamburello di Fabio Tricomi
Il corso si propone di far conoscere i principi coreutici e relazionali del ballittu, in relazione al ritmo ed alla melodia della musica tradizionale suonata dal vivo dai due musicisti e ricercatori di tamburello e zampogna a paro. Materiale video, con interviste e riprese della danza, accompagner l'esperienza pratica.
Sabato 12 aprile
dalle 21,00 alle 24,00
con la musica del duo Cernuto / Tricomi e dei Nanab (ingresso libero)
Festa a Ballo Info ed iscrizioni:
e-mail:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Franca Tarantino
Sabato 29 e domenica 30 marzo
dalle ore 9,30 alle ore 12,30. A grande richiesta si ripete il corso di pizzica salentina a Roma.
Il corso - rivolto ai neofiti e a chi vuole affinare il proprio stile
di ballo - si svolgerà al Duncan 3.0, via Anassimandro 15 (Pigneto,
http://www.duncantrepuntozero.it/), sabato 29 e domenica 30 marzo,
dalle ore 9,30 alle ore 12,30.
Per ogni giornata, nelle prime due ore e mezzo si svolgerenno le
lezioni pratiche, tenute da Franca Tarantino, in cui verranno descritti
e praticati i rudimenti del ballo della pizzica - pizzica salentina (i
passi, le posture, la dinamica della danza, l'uso del fazzoletto ecc).
Gli ultimi 30 minuti saranno invece dedicati e degli approfondimenti
teorici, curati da Vincenzo Santoro, che riguarderanno i seguenti
argomenti:
1. le forme della tradizione coreutica e musicale del Salento (pizzica
pizzica, pizzica tarantata e danza scherma, canti polivocali "alla
stisa", canti d'amore, canti di protesta, nenie funebri ecc.);
2. gli studi sul tarantismo e sulla musica tradizionale salentina;
3. la storia del "folk revival" salentino e la produzione culturale
(libri, film, cd ecc) che si è sviluppata negli ultimi anni attorno al
movimento della pizzica.
Durante il corso sarà anche allestito un bookshop sulla tradizione musicale salentina.
Il costo complessivo del corso è di 35 euro. Per iscriversi occorre
versare la quota nei giorni precedenti all'inizio del corso. Non
saranno accettati più di 30 iscritti, quindi consigliamo vivamente di
iscriversi con largo anticipo.
Info e iscrizioni: Duncan 3.0, Via Anassimandro, 15, 06 27858023,
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
www.duncantrepuntozero.it/
Il
live è stato registrato in una delle serate della Notte della Taranta a
Galatina all’interno di una Cassa Armonica che è il palco per
eccellenza nel quale si esibiscono le bande Pugliesi. Particolare
struttura circolare, usata nel Salento, che permette allo spettatore di
ascoltare il suono perfettamente, da qualsiasi punto ci si trovi,
permettendo un’amplificazione acustica unica.
L’organico è diretto da Cesare Dell’Anna ed è compostoda una banda “da giro” pugliese e il gruppo OPA CUPA. Ospiti speciali, la regina della musica Gypsy: Esma Redzepova.
Strepitoso il suo Rakenkar Phirava che si intreccia con uno dei brani
più rappresentativi della lingua giko/salentina: Aspro e to xartì.
Altri solisti sono: il cantante salentino Emanuele Licci e Irene Lungo, cantante di Opa Cupa, Enza Pagliarae Claudio Cavallo. Il Live ospita inoltre, Enzo Petrachi,figlio del famosissimo Bruno Petrachi che rappresenta la tradizione new melodica salentina.
Il
cofanetto contiene un cd live ed un dvd con i video del regista Mattia
Epifani, relativi alla serata tenutasi a Galatina e con degli extra
video del gruppo Opa Cupa, del regista Lorenzo Bassano, foto e grafiche
di Marcello Moscara.
Nel periodo immediatamente
successivo la Pasqua cristiana avvengono molte feste popolari a celebrazione
della fine dei digiuni penitenziali che dovrebbero segnare il periodo della
passione di Gesù. In Campania il giorno di Pasquetta, il Lunedì dell'angelo, ne
vengono effettuate diverse. La più importante di queste è dedicata alla Madonna
dell'Arco, santuario che si trova nei pressi di s. Anastasia, in provincia di
Napoli. La devozione per questa Madonna da parte del popolo napoletano è enorme
come lo è del resto, in maniera specifica, per gli abitanti di Giugliano in
Campania che, anche quest'anno, verso le prime ore del mattino, vi si sono
recati ed oltre a renderle omaggio con la loro visita, la onorano ballando nel
viale che dal santuario porta alla stazione della Circunvesuviana, con la loro Tammurriata:
la
giuglianese. La Giuglianese, è una delle tammurriate più
spettacolari e faticose che vengano tutt'oggi ballate. Forse sarebbe più giusto
parlare di Siscarata che di Tammurriata, in quanto, oltre alla tammorra ed alla
voce, lo strumento principe di questo ballo è il Sisco, da Sistrum, che
anticamente, presso i romani, era un flauto doppio, presso i giulianesi diventa
il becco di un flauto dolce con innestata la parte armonica costruita con una
canna di lago. Anche la partizione ritmica del ballo è differente dalle altre
in quanto le tammurriate sono divise normalmente da due parti (il canto e la
votata) che diventa nella Giuglianese tripartita (lento, canto e votata da come
potete ascoltare), in quanto essendo la votata molto energica richiede un momento
successivo di recupero. Tutto perciò denota differenze, compreso il fatto che
se le altre sono considerate balli di corteggiamento questa è decisamente un
ballo di sfida e di resistenza in cui esistono un vincitore ed un vinto, cosa
che riflette molto il carattere degli abitanti, orgogliosi e compatti nel loro
essere comunità e legati ai rapporti di forza interni ad essa. Dopo poco i
Giulianesi scompaiono per andare a finire di festeggiare a Parete, in occasione
della festa del luogo, perchè per tradizione il culmine della festa di Pasquetta
si svolge, per loro, il Martedì.
E’ uno strumento in legno che produce rumore tramite la
rotazione di una lamella che viene raschiata da una ruota dentata fissata sul
manico o su una manovella.
Se il meccanismo è più complesso e inserito in una cassa di risonanza, viene definita Traccola (foto a sinistra)
Quando il meccanismo è piu semplice viene chiamata Raganella (foto in basso)
Fino al Concilio Vaticano II veniva utilizzato in chiesa
durante la Settimana
Santa dal giovedi al sabato Santo in sostituzione di campanelli.
Inventata da Archita di Taranto, viene usata anche nella musica popolare.