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Arangara
Etno-Rock dalla Calabria
www.myspace.com/arangara2005
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Arangara
nasce come progetto personale del cantautore di origine
calabrese Gianfranco Riccelli, che nella primavera
del 2005 decide di incidere 14 degli svariati brani scritti
nel corso della sua vita, dando così vita all'omonimo album:
Arangara, appunto.
Arangara racchiude una
sintesi dell'espressione artistica di Gianfranco Riccelli,
la quale si sviluppa con racconti intrisi delle più intime e
genuine tradizioni della sua terra di origine, alla quale
tutti i suoi figli, ma ancor di più quelli che sono
costretti a lasciarla, come è stato per Gianfranco, sono
legati da un malinconico affetto morboso che li accompagna
lungo il corso della loro vita.
Gianfranco Riccelli con
questa sua opera si ricollega al panorama della storia
narrata, non la grande storia dei grandi avvenimenti, ma
quella trasmessa oralmente dalla saggezza dei vecchi,
musicando antichi versi che narrano la dura vita dei paesi
nascosti della Calabria e che solo gli occhi che sanno
guardare riescono a cogliere ed a capire.
Ma non solo queste sono le
influenze del prodotto artistico di Riccelli. Sono infatti
facilmente riscontrabili i tratti della tradizione
cantautorale soprattutto italiana, che mescolata alle
influenze della musica popolare dell'Italia meridionale,
crea un'amalgama coinvolgente e trascinante, fatta di
scenari di volta in volta differenti fra loro, ma legati
sempre da un filo conduttore comune: la narrazione in forma
di poesia/canzone di singoli eventi che hanno il sapore dei
racconti affascinanti e antichi, delle fiabe raccontate dai
nonni, e dai quali partire per trovare dei messaggi che
inevitabilmente si riversano nella nostra vita attuale.
Molto di quel fascino del
quale sono piene le canzoni è dato dalla loro efficace veste
musicale, frutto anch'essa del nostro autore.
In seguito all'uscita del
disco l'amalgama fra la tradizione popolare e la "musica
moderna" ha trovato un più concreto riscontro nella
realizzazione di quella che si rivela essere un'evoluzione
spontanea e a tratti "sperimentale" dell'iniziale progetto
solistico. Difatti attualmente Gianfranco Riccelli si
avvale, nella presentazione della sua opera, della
collaborazione di altri cinque musicisti, in modo da formare
una vera e propria band. I nuovi componenti provengono da
svariate e fra loro differenti esperienze musicali e il loro
incontro, nato quasi per caso (con l'esperienza dell'"ECU:
Emirati Calabri Uniti"), sta diventando un progetto curato e
organico di "Incrocio" fra antico e moderno.
Il batterista, Manuel
Franco, e il bassista, Giuseppe Licciardi,
vengono dalla comune esperienza fatta nel gruppo dei
Rosaluna, band di etno-rock con la quale hanno inciso, il
primo, tre album: "Incrocio", l'omonimo "Rosaluna" e quello
successivo "Musicomio", nel quale ultimo compare anche il
bassista, entrato nella formazione nell'ottobre 2003. I due
per qualche anno hanno girato l'Italia con la loro band e i
loro compagni d'avventura (Marco Ambrosi e Pasquale Nigro),
finché per vicissitudini sia personali che legate alla
precarietà del mondo della musica indipendente hanno dovuto
abbandonare il progetto. Manuel Franco, oltre a suonare ora
negli Arangara, è impegnato anche con collaborazioni con il
"Parto delle nuvole pesanti". Franco, inoltre, con gli ex
componenti dei Rosaluna, Nigro e Ambrosi, fa parte anche del
progetto etno-world "The Sazizz' trio" sotto lo pseudonimo
di "Ruben", con il quale ha inciso nel 2005 l'omonimo album.
In questa formazione, in occasione delle travolgenti
esibizioni live, ha avuto occasione di partecipare sia
Giuseppe Licciardi, ma ancor di più un altro dei componenti
degli Arangara: il percussionista Roberto Simina,
grande amico di sempre dei Rosaluna/Sazizz' trio, che con i
suoi tamburelli ha dato un grosso contributo al festoso
impatto live del funambolico "trio allargato".
A testimonianza della
mescolanza musicale che fa da fondamento al nuovo progetto
Arangara, c'è da parlare ancora degli altri due componenti
del gruppo: Cesare Vitale e Frabrizio Cariati.
Entrambi
provenienti dalla comune esperienza fatta nella band di
crossover "Massa Furtiva", con la quale hanno inciso e
pubblicato nel 2005 l'omonimo demo mini cd, composto da sei
infuocati brani caratterizzati, oltre che dalla solida
sezione basso/batteria Minisci/Stalteri, dagli
inconfondibili fraseggi funky blues del chitarrista Vitale e
dai forti testi in italiano/calabrese a sfondo sociale e
politico del cantante Cariati, resi ancora più incisivi dal
suo singolare modo di interpretarli in chiave rap.
Tutto questo fa parte ora di
"Arangara", punto d'incontro e di sintesi di mondi
apparentemente molto distanti fra loro, ma che sono,
insieme, la forza stessa del progetto, perchè uniti da un
unico collante, che è l'appartenenza alla stessa terra
d'origine, la cui essenza trova espressione nei testi di
Gianfranco e nella musica suonata dal gruppo. Gianfranco,
Manuel, Giuseppe, Roberto, Cesare e Fabrizio. Sei calabresi,
ognuno con una storia diversa, ma tutti e sei alla ricerca
di una comune storia nuova: gli ARANGARA.
"Io vissi un tempo in un paese molto povero...
Ragazzi che non avevano niente altro che i giocattoli della natura: le
forme che scoprivano nelle piante, nei fiori, nei frutti...
I nostri tesori erano chiodi, bottoni, ciottoli del fiume, palline di vetro...dopo, fra quante cose ebbi mai, niente fu tanto mio.
Se dovunque l'infanzia e l'adolescenza sono la primavera del mondo, in
paesi come questi formano la stagione incantata. Qui i ragazzi
percorrono gloriosamente le feste e le stagioni. Un campo arato da
poco, i germogli di grano accarezzati dal vento, l'ombra delle grandi
querce, le siepi di more, gli ulivi, i fichi d'India, gli ARANCETI, il
canto delle cicale, le lucciole nella notte quieta, le masserie, le
povere case e le persone del borgo.
Tutto sentivo che mi apparteneva e che era dentro di me."
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