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Si Canta Maggio
Festa dei canti di lavoro
Festa dei canti di lavoro della tradizione popolare italiana
giovedì 1 maggio 2008 dalle 10.30 alle 23.00
Roma - Auditorium Parco della musica
Per la prima volta in Italia più di duecento artisti provenienti da tutte le
regioni si riuniranno per festeggiare, con i canti del lavoro, il Primo Maggio.
Una grande festa, un grande spettacolo, allÅaperto e al chiuso, nell'Auditorium
aperto al pubblico, dalle 10.30 alle 23.00.
Si canta maggio è un omaggio ai canti di lavoro, a questa grande e importante
forma di cultura sociale, testimonianza della perenne necessità di riaffermare
il diritto al lavoro, è una manifestazione che evidenzia il legame di questa
antica tradizione musicale sia con le feste contadine connesse al ciclo
della primavera sia con le forme espressive del canto sociale italiano. Un
genere che ha segnato profondamente la storia culturale del nostro Paese
diventando con i suoi straordinari esempi musicali l'ideale colonna sonora di
tutte le storiche battaglie sociali per il diritto al lavoro.
Prodotta dalla Fondazione Musica per Roma con la direzione artistica di
Ambrogio Sparagna e la collaborazione di UPI-Unione Province Italiane, del
Comitato Festival delle Province - Rete Italiana di Cultura Popolare e
dellÅAzienda Romana Mercati, la giornata è divisa in due momenti: il primo,
ãMaggio fuori Portaä, è una festa all'aperto caratterizzata da gastronomia,
mostre, teatro, musica, balli e canti tipici della tradizione contadina; il
secondo, Benvenga Maggio in sala Sinopoli, consiste in tre concerti sul
repertorio dei canti di lavoro e sociali con gli alberi dei canti della
tradizione popolare italiana.
Tra gli artisti partecipanti: Orchestra Popolare Italiana dell'Auditorium Parco
della Musica, Têtes de Bois, Giovanna Marini, Coro dei Modi del Canto Contadino
della Scuola di Testaccio di Roma, Poeti in ottava rima (Rieti, Lazio), Le
donne di Giulianello (Latina,Lazio), La
Famiglia Casagrande di Padule (Perugia,
Umbria), La
Famiglia Bertello (Torino, Piemonte), Fausto
Amodei, Poeti in ottava rima (Roma,Rieti,Lazio), Squadra di Trallallero
(Genova, Liguria), Unavantaluna (Messina, Sicilia), Actores Alidos (Cagliari,
Sardegna), Mondine di Medicina (Bologna, Emilia Romagna).
I canti di lavoro rappresentano un genere musicale assai vario ed ampio che si
caratterizza per la presenza sia di canti specifici, utilizzati per ritmare il
lavoro (soprattutto collettivo), che di quelli destinati ad accompagnare
il tempo del lavoro individuale e collettivo. I canti che appartengono al primo
tipo hanno strutture ritmiche e impianti melodici in diretta
corrispondenza con le precise necessità funzionali a cui sono destinati.
Gli altri presentano modi e forme rappresentative assai diversi fra loro e si
caratterizzano per una serie di riferimenti specifici sia alle modalità che
alle condizioni del lavoro. Questo forte legame con le tematiche
dell'esperienza lavorativa li connota come canti sociali. Il canto di lavoro è
presente in tutte le culture. La sua esistenza è strettamente connessa col tipo
di lavoro con cui si accompagna, tanto che la crisi di un certo tipo di lavoro
genera direttamente l'estinzione della pratica del canto specifico.
Nella maggior parte dei casi questo genere di componimento sonoro non ha
accompagnamento strumentale. La voce, sola o in gruppo, intona il canto sullo
sfondo di ãrumoriä di lavoro che talvolta diventano ãintermezziä ritmici del
canto e quindi parte strutturale del canto stesso.
Appartengono al genere di canti di lavoro anche i richiami, le grida, gli
incitamenti e i segnali, i quali non hanno quasi mai una funzione ritmica
diretta ma contribuiscono in modo determinante alla condivisione collettiva
dell'azione lavorativa. Rientrano in questo gruppo anche i richiami pastorali,
le grida dei venditori ambulanti, gli incitamenti agli animali da soma, i
segnali della pesca.
Le profonde trasformazioni introdotte nelle tecniche del lavoro manuale hanno
determinato il cambiamento e in molti casi la scomparsa di questo genere di
canto un tempo diffusissimo dovunque nel nostro Paese. Oggi questo repertorio
si conserva soprattutto nella memoria di anziani lavoratori che con i loro
gesti e i lori antichi suoni rappresentano la testimonianza vigile di un
passato che è parte essenziale della nostra storia sociale.
Una delle peculiarità del repertorio italiano è quella di essere legata ad
attività lavorative che impegnavano gruppi abbastanza numerosi di lavoratori
sia essi uomini che donne. E' questo l'esempio dei canti in filanda, in risaia
(tipico del repertorio delle mondine) e di molti altri modi legati alla varietà
dei lavori agricoli.
Saranno molte le composizioni, rare e bellissime, che verranno proposte nel
corso della giornata. Un esempio per tutte: lÅinedita esecuzione di Portella
della Ginestra di Ignazio Buttitta.
PROGRAMMA
Cavea e Area Pedonale
10.30: Area Pedonale, Inaugurazione e apertura degli stand
11.00: Cavea, Banda Popolare di Testaccio
11.30: Area Pedonale, Teatro delle Marionette
12.00: Area Pedonale, Trallallero
12.30: Area Pedonale, Pizziche e tammurriate
13.00: Area Pedonale, Pranzo Sociale a base di fave, pecorino e vino bianco e
ronde spontanee
14.30: Area Pedonale, Teatro delle Marionette
15.00: Area Pedonale, Têtes de Bois presentano il volume Avanti Pop dal loro
Camion
16.00: Cavea, Banda Popolare di Testaccio
Sala Sinopoli
Sebben che siamo donne
17.00: Giovanna Marini e Coro
17.40: Donne di Giulianello
17.45: Famiglia Casagrande di Padula
17.50: Famiglia Bertello
17.55: Poeti in ottava rima
Sala Sinopoli
Se otto ore vi sembran poche
19.00: Poeti in ottava rima
19.05: Fausto Amodei
19.20: Squadra di Trallallero
19.35: Unavantaluna
19.45: Actores Alidos
19.50: Mondine di Medicina
Sala Sinopoli
Tutti c'hanno qualche cosa
21.00: Orchestra Popolare Italiana
Biglietti:
Gli spettacoli all'aperto (cavea e area pedonale) sono a ingresso libero
Spettacoli in Sala Sinopoli delle ore 17.00, 19.00 e 21.00: ingresso 2 euro
Info Acquisto Biglietti: 06-80241281
www.auditorium.com
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