La Zampogna
Gli strumenti della musica popolare
La Zampogna è un aerofono ad ancia, polifonico, a suono continuo.
Il suo nome deriva dal greco “sympohonia” che significa “insieme di suoni”. Il suono della Zampogna, infatti, è prodotto dall’insieme di suoni che emettono contemporaneamente le varie “canne” di cui è composto lo strumento.
Il tipo centro-meridionale è composto da un numero variabile di canne sonore (tra due e sei) inserite in un ceppo, da un otre e da un cannello di insufflazione.
Il canneggio comprende due canne melodiche e da una a quattro canne di bordone, normalmente tornite in legno, e con estremità inferiori a forma di campana, fissa o avvitata, completamente aperta o parzialmente chiusa da un bordo rientrante. Il ceppo è un blocco di legno tronco-conico di raccordo tra le canne e l'otre.
Poiché il flusso d'aria non può essere interrotto, la zampogna non è in grado di realizzare pause. La tecnica esecutiva prevede quindi l'introduzione di abbellimenti e diminuzioni in corrispondenza di note lunghe o ripetute.
La zampogna più semplice possiede un'unica canna, ma di solito sono presenti almeno due canne, una utilizzata per intonare la melodia e l'altra di bordone ( a nota fissa).
Le zampogne, conosciute in Europa e nell'Asia occidentale almeno dai tempi dell'Impero romano, furono spesso associate al mondo pastorale. Strumenti con canne di melodia e di bordone ad ancia singola sono ancora oggi tipici della tradizione musicale nordafricana e di alcune zone dell'Europa dell'Est, come la bulgara “gaida”.
Zampogne tipiche invece dell'Europa occidentale, come la spagnola “gaita allega”, la “cornamusa” scozzese e il “biniou” bretone, hanno sviluppato canne di melodia con ancia doppia, ma hanno mantenuto le canne di bordone ad ancia singola e a tubo cilindrico. La maggior parte di questi strumenti può suonare una scala comprendente nove note.
L'otre, che funge da riserva d’aria, è costituito dalla pelle, intera o tagliata al di sopra delle zampe posteriori, di una capra o di una pecora, rovesciata (con il pelo all'interno) e chiusa in fondo con una legatura interna o esterna. Nel foro corrispondente al collo è inserito il ceppo porta-canne, mentre in quello corrispondente a una zampa anteriore è inserito il cannello di insufflazione mentre le altre aperture sono chiuse con legature.
Negli ultimi decenni, in alcune aree dell'Italia centrale (Lazio, Molise), il tradizionale otre di pelle è stato sostituito da una sacca di gomma ricavata dalla camera d'aria di un pneumatico di camion.
Tipi di Zampogne
La zampogna è diffusa in gran parte delle regioni dell'Italia centro-meridonale, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Lucania, Calabria e Sicilia, con una serie di varianti riconducibili a due tipologie principali: zampogne d'accompagnamento e zampogne soliste.
Le zampogne d'accompagnamento vengono di solito suonate in coppia con la ciaramella, alla quale forniscono un accompagnamento ritmico-melodico costruito prevalentemente sui bassi. Questo tipo di zampogne impiega quasi sempre ance doppie ed ha le due canne melodiche intonate all'ottava. La canna "bassa", ovvero il chanter sinistro, è provvista di un rudimentale tasto a chiave, la cui meccanica è protetta da un barilotto di legno (fontanella), evidente derivazione del sistema adottato nelle bombarde rinascimentali. Le zampogne "a chiave" sono diffuse nel Lazio, Molise, Campania, Lucania e Calabria.
Oltre a suonare insieme alla ciaramella, possono a loro volta essere accompagnate dal tamburello e da altri strumenti a percussione. Le zampogne soliste impiegano sia ance semplici (in prevalenza) che ance doppie. Le due canne melodiche sono generalmente intonate per quarte, come nelle "ciaramelle" dell'Alta Sabina (Rieti, Lazio), nella zampogna "zoppa" (Basso Lazio, Molise), nella "surdulina" (Pollino lucano, Pollino calabrese e area Cosentina), nella zampogna "a paro" (Messina, Reggio Calabria). Ma vi sono anche dei modelli che, pur presentando il tipico canneggio delle zampogne d'accompagnamento, con le canne melodiche intonate all'ottava, vengono usati in modo solistico, come è il caso della zampogna "a chiave" in alcune aree del Lazio e della Lucania, in Calabria (Catanzaro) e nella Sicilia Occidentale, e della zampogna "a la moderna" della Calabria meridionale (Reggio).
Il repertorio della Zampogna
Il repertorio della zampogna era costituito principalmente da Ballarelle, Canti a Lungo e Canti Pastorali
Le sonate avevano un andamento lento, moderato. I giovani invece tendevano a velocizzare la sonata. Il sabato sera gli zampognari si riunivano per eseguire le ballarelle e le serenate, ma erano quasi sempre raduni di uomini, poichè la partecipazione femminile avveniva solo durante poche e sporadiche occasioni..
Le serenate erano l’avvenimento piu importante della settimana, dedicate alle spose, avevano un particolare rituale di esecuzione.
In contrapposizione alle serenate normali, si eseguivano anche serenate a dispetto , comandate da amanti traditi e utlizzate per ridicolizzare la donna precedentemente amata agli occhi dell’intera collettività
Fonte : "Mò vene Natale" di Pierluigi Moschitti / Sistema Bibliotecario "Sud Pontino", collana "Memorie del territorio". "La musica popolare a Maranola" di Ambrogio Sparagna
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