Il Mondo "Popolare"
Musica e Danze
Le Tarantelle del Gargano Le Tarantelle del Gargano |
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Tarantelle della Puglia Le Tarantelle del Gargano
Risalendo verso il Nord dal Salento, dopo esserci lasciati
alle spalle Bari giungiamo nello sperone dell'Italia, il Gargano, compreso tra
la foce del Fortore a Nord e quella del Calderaro a Sud, separato dall'
Appennino dal Tavoliere delle Puglie. Tra le varie cittadine ricordiamo Vieste
e Sannicandro che ritroveremo in seguito. In queste zone si trovano ancora
tracce dei Tratturi, tra cui quello definito Reale, che partivano dagli Abruzzi
ed arrivavano fino a queste zone, larghi
Le Tarantelle del Gargano sono state portate all'attenzione del grande pubblico attorno al 1975 dal gruppo di Musicanova guidato dai musicisti Carlo d'Angiò ed Eugenio Bennato, che, così cita una delle leggende, passando in quei luoghi, si trovò ad ascoltare degli anziani che suonavano questa musica e che, con scarsa convinzione, accettarono di insegnargliela. Successivamente il gruppo la incise su uno dei suoi dischi permettendo agli appassionati di venirne a conoscenza. Lo strumento principe di questo tipo di Tarantelle è la chitarra battente che accompagna i sonetti insieme alla chitarra francese ed al tamburello, le strofe originarie, ci tiene a dire Andrea Sacco sono quelle che gli sono state insegnate dagli anziani del paese quando lui era ancora bambino.
Articolo tratto da un lavoro di Enzo Morganti |
In questo quadro aulico ed agreste troviamo alcune
tradizioni musicali e di danza molto forti. Una di queste è proprio la Tarantella di Sannicandro, che crea
quasi un capitolo a parte insieme a tutte le Tarantelle, definite del Gargano,
che sono, ancora oggi eseguite in loco e che sfociano anche in un festival
popolare che si tiene a Carpino. Le Tarantelle
del Gargano si dividono in più generi, sono da ricordare quella Montanara (da monte s. Angelo, suonata
in toni minori), quella Rodianella
(da Rodi Garganico, suonata in tonalità maggiori), quella Viestesana (dalla cittadina di Vieste e che viene suonata in modo
misto),quella di Carpino ed altre
che , variano, come nelle migliori tradizioni, di paese in paese, con piccole
variazioni che le rendono però una diversa dall'altra. Questo tipo di musiche
venivano adoperate soprattutto come serenate e sopravvivono anche alcune
struggenti ninne nanne. La danza è una mimica del corteggiamento suonata con la
partecipazione dei ballerini, a differenza delle Pizziche salentine, con l'uso
delle nacchere, in un ritmo lento e regolare, (uno, due, uno due tre) che in
concomitanza con i passi la trasformano in un ballo controllato e molto
faticoso per i polpacci, ma come le Pizziche con poche figure, lasciando così
il tempo ai ballerini per l'introspezione ed il rapporto a due.