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Le Tarantelle del Gargano

Tarantelle della Puglia

Le Tarantelle del Gargano

Risalendo verso il Nord dal Salento, dopo esserci lasciati alle spalle Bari giungiamo nello sperone dell'Italia, il Gargano, compreso tra la foce del Fortore a Nord e quella del Calderaro a Sud, separato dall' Appennino dal Tavoliere delle Puglie. Tra le varie cittadine ricordiamo Vieste e Sannicandro che ritroveremo in seguito. In queste zone si trovano ancora tracce dei Tratturi, tra cui quello definito Reale, che partivano dagli Abruzzi ed arrivavano fino a queste zone, larghi 112 metri e testimoni del passaggio di milioni di capi di bestiame e della cultura popolare, trasportata dagli uomini e dagli strumenti che si portavano appresso.

I Cantori di Carpino In questo quadro aulico ed agreste troviamo alcune tradizioni musicali e di danza molto forti. Una di queste è proprio la Tarantella di Sannicandro, che crea quasi un capitolo a parte insieme a tutte le Tarantelle, definite del Gargano, che sono, ancora oggi eseguite in loco e che sfociano anche in un festival popolare che si tiene a Carpino. Le Tarantelle del Gargano si dividono in più generi, sono da ricordare quella Montanara (da monte s. Angelo, suonata in toni minori), quella Rodianella (da Rodi Garganico, suonata in tonalità maggiori), quella Viestesana (dalla cittadina di Vieste e che viene suonata in modo misto),quella di Carpino ed altre che , variano, come nelle migliori tradizioni, di paese in paese, con piccole variazioni che le rendono però una diversa dall'altra. Questo tipo di musiche venivano adoperate soprattutto come serenate e sopravvivono anche alcune struggenti ninne nanne. La danza è una mimica del corteggiamento suonata con la partecipazione dei ballerini, a differenza delle Pizziche salentine, con l'uso delle nacchere, in un ritmo lento e regolare, (uno, due, uno due tre) che in concomitanza con i passi la trasformano in un ballo controllato e molto faticoso per i polpacci, ma come le Pizziche con poche figure, lasciando così il tempo ai ballerini per l'introspezione ed il rapporto a due.

Le Tarantelle del Gargano sono state portate all'attenzione del grande pubblico attorno al 1975 dal gruppo di Musicanova guidato dai musicisti Carlo d'Angiò ed Eugenio Bennato, che, così cita una delle leggende, passando in quei luoghi, si trovò ad ascoltare degli anziani che suonavano questa musica e che, con scarsa convinzione, accettarono di insegnargliela. Successivamente il gruppo la incise su uno dei suoi dischi permettendo agli appassionati di venirne a conoscenza. Lo strumento principe di questo tipo di Tarantelle è la chitarra battente che accompagna i sonetti insieme alla chitarra francese ed al tamburello, le strofe originarie, ci tiene a dire Andrea Sacco sono quelle che gli sono state insegnate dagli anziani del paese quando lui era ancora bambino.

 

Articolo tratto da un lavoro di Enzo Morganti

 

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