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CRAJ - Domani 
www.imminente.tk La luna gira il mondo, e voi dormite. Che significa? Centinaia di cose. Raccogliete il necessario e partite insieme allo scudiero Bimbascione alla ricerca del ragno apparso in sogno al suo padrone il principe Floridippo. Il ragno, la taranta, che quando morde brucia tanto da far saltellare al ritmo irresistibile della musica Salentina. Anche se forse a guidarci per questo cammino è il giovane Davide Marengo, il regista di Craj - Domani, che saltando (è il caso di dirlo) dal documentario alla finzione, dal teatro al concerto ci travolge in un turbinio di suoni poveri, ricordi e poesia, creando forse un nuovo genere cinematografico: il film popolare. Basato sullo spettacolo musicale omonimo ideato da Teresa De Sio e scritto con Giovanni Lindo Ferretti (rispettivamente Bimbascione e Floridippo a teatro e sullo schermo) il film è innanzitutto il documento di un mondo che presto svanirà: quello dei contadini, della povera gente che nei momenti di siesta dal lavoro (quando c'era) cantavano, ballavano, suonavano per non sentire i morsi della fame. Ma oltre la celebrazione il film ha dietro una regia che riesce a trasportarci tra il pubblico dello spettacolo o intorno al fuoco con Bimbascione e i suonatori, e per questo incanto bisogna ringraziare il bravo Marengo, qui al suo primo lungometraggio dopo numerosi corti e video clip. Inutile dire che vada tenuto d'occhio. Oggi quella realtà dei cantori proprio in quanto giunta a noi muore, si svuota della sua essenza. Gli sforzi per trovare un tozzo di pane, il lavoro nei campi, la sofferenza scolpita nelle rughe dei Cantastorie del film, i cui 'faccioni' riempiono lo schermo, non ci sono più. Per fortuna, verrebbe da dire. Ma ascoltate la musica dei Cantori del Carpino, di Uccio Aloisi e del saggio Matteo Salvatore, e sentirete ancora i profumi della campagna, i suoni fatti di cicale e campanacci, i raggi del sole delle Puglie da cui non si può fuggire, e il sapore del vino, da sempre il più apprezzato compagno di ventura. Ed è qui che Craj trova un nuovo significato: ferma lo scorrere del tempo, riuscendo a catturare tutto lo spirito originario di questa vita, manifestando il desiderio, forse una speranza che la musica popolare riesca almeno a trasmettere un insegnamento nel Domani. La fame è disusata, chi è vecchio caga vento, libri e quaderni aiutano a vivere ma non sono la vita, lasciatevi mordere. La luna gira il mondo e voi dormite. Se avete capito, avete capito; se non avete capito non capirete mai.
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