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Luoghi - Itri / Museo del brigantaggio

Storie antiche e mezzi moderni

Museo del Brigantaggio di Itri

 

La ricerca di verità sul fenomeno dei briganti non ha una sola risposta
Il Museo del Brigantaggio di Itri è uno spazio dove gli archivi, gli oggetti, le ricostruzioni e la tecnologia concorrono per raccontare un’epoca e un fenomeno per certi versi leggendario e dalle interpretazioni controverse: il brigantaggio.

Dalle scorribande dei briganti raffigurate nelle stampe del Pinelli ai videoracconti: per comprendere il fenomeno, carpirne il fascino e confrontare le opinioni


Il Museo del Brigantaggio di Itri consente, a chi sia interessato al fenomeno o almeno incuriosito, di effettuare un percorso storico, fotografico, multimediale, ma soprattutto ideologico nella “terra dei briganti”, dove per “terra” non venga solo intesa l’area del Lazio dominata da Fra’ Diavolo o Gasbarrone; la “terra dei briganti”, un luogo ideale, dell’immaginazione, che per ognuno rappresenta una cosa diversa, un motivo di attrazione, fascino e mistero o paura e repulsione.

Chi infatti non ha conosciuto i briganti ne ha un’immagine spesso romanzata, di eroi che combattono contro l’ingiustizia e aiutano i deboli, o mostri che non si fermano davanti a delitti efferati e crudeli saccheggi ai danni delle carrozze che percorrono i boschi i cui anfratti celano pericolosi individui. Briganti da mitizzare o da combattere senza esclusione di colpi.
Il fenomeno del brigantaggio è comunque affascinante, da qualunque “parte” ci si schieri. È curioso vedere quanti scritti, congetture, leggende si siano create attorno a questa figura misteriosa, sempre in fuga; teorie spesso in antitesi che è bene conoscere.

Il Museo, come una chiara dichiarazione di intenti, accoglie il visitatore con un tricolore che reca la frase “Fratelli d’Italia anche loro” e si pone come una “degna sepoltura” per tutti i briganti che venivano sepolti fuori dalle mura, senza nemmeno una croce a vegliare su di loro.

E proprio nello spazio antistante il museo troneggia un gigante di pietra, a simboleggiare il tipo di accoglienza riservata al brigante, che trova la sua sepoltura in una tomba ricostruita all’interno, fatta di sassi su cui spicca una croce e circondata da immagini votive, raccolta in un piccolo spazio per pregare (?), riflettere (?), rispettare il lato umano del defunto.

“Perché tanto e duro accanimento?” contro i briganti; eserciti interi si schierano contro di loro in assetto di guerra, come vengono rappresentati da diorami e ricostruzioni all’interno del museo; vengono fotografati i corpi martoriati, con il fucile ancora in mano che, accanto a un volto sfigurato, spento, con la bocca spalancata dalla morte violenta; composizione quasi “artistica” che rappresenta l’estrema beffa, utile ai carnefici per dimostrare la “forza della giustizia” e la superiorità, la sconfitta di un “forte” che fino a quel momento è riuscito sempre a farla franca.

Il Museo vuole ricordare con una spettacolare Torre della Memoria (e un archivio multimediale consultabile all’interno) tutti i briganti caduti, con i loro nomi, la loro storia e gli uomini e donne che sono stati; senza difenderne le efferatezze e gli errori, ma semplicemente leggendone il lato umano.
Parallelamente, in un angolo campeggiano le figure di briganti famosi del Lazio vicini a valigie e oggetti che parlano di continui viaggi, di lontananza, dagli affetti e dalla terra; altri oggetti (pistole, cappelli, borracce, utensili) raccontano di una vita passata nella precarietà della fuga e in rifugi di fortuna.

“Perché tanto fascino in Italia e all’estero?” A questa domanda rispondono gli oggetti, le statuine dei briganti collezionate ed esposte in una bacheca; i contributi video, i film ispirati al mondo del brigantaggio; le testimonianze, fra cui spicca una video-intervista al nipote di Fra’ Diavolo, di chi ha vissuto nel periodo in cui i briganti erano una realtà.

Il Museo del Brigantaggio di Itri non prende le parti dei briganti, ma per la prima volta lo studia e lo presenta da un punto di vista antropologico e archivistico.
All’interno del museo, archivi e postazioni multimediali, per conoscere, documentarsi, giocare.

Il direttore, prof. Vincenzo Padiglione, ci illustra uno dei significati più profondi e delle ragion d’essere del Museo:
Il visitatore avrà modo di comprendere, acuendo una sensibilità per le testimonianze, le scritture e i punti di vista situati, come sia contesa la verità sulle storie estreme dei briganti del Basso Lazio.

Al di là del conflitto di interpretazioni, che viene messo in mostra, si tenterà comunque di comunicare in modo evocativo un livello di senso ormai ampiamente condiviso ma tutt’altro che espresso compiutamente: la necessità di conoscere e conservare costituisce un impegno etico da noi contemporanei contratto nei confronti di quanti persero la vita, e spesso l’onore, nelle vicende del brigantaggio
.


www.museobrigantaggio.it

Museo del Brigantaggio di Itri
Corso Appio Claudio, 268 - 04020 ITRI (LT)
Tel. 0771 721061
Proloco 0771 732107

Orari di apertura
1 ottobre - 30 aprile
martedì, giovedì e domenica 10.00-13.00
dal martedì alla domenica 16.00-18.30

1 maggio - 30 settembre
martedì, giovedì e domenica 10.00-13.00
dal martedì alla domenica 17.30-20.00

Visite guidate e gruppi su prenotazione
 

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